Una tappa intensa del Cammino Basiliano tra ostacoli, natura selvaggia e l'arrivo in uno dei borghi più suggestivi della Calabria


Lasciata l'accogliente Catanzaro, il cammino è ripreso attraversando il maestoso Ponte Bisantis e proseguendo lungo la Strada Provinciale 165/2 in direzione della valle del Corace. Una tappa che sembrava scorrere senza particolari difficoltà si è presto trasformata in una vera avventura.

Il primo ostacolo è arrivato davanti ai resti del Ponte Corace, crollato e ormai impraticabile. Senza alcuna possibilità di aggirare l'interruzione, l'unica soluzione è stata quella di scendere fino al letto del fiume. Tolte scarpe e calze, il guado è avvenuto a piedi tra pietre rese insidiose dall'acqua. Nonostante il Corace, in questo periodo dell'anno, abbia una portata ridotta, attraversarlo non è stato affatto semplice: più volte l'equilibrio è stato messo alla prova.

Raggiunta la riva opposta, è iniziata una nuova difficoltà. Tra i resti del ponte, la vegetazione fitta e i rovi che avevano ormai riconquistato la zona, è stato necessario farsi largo con pazienza per ritrovare la carreggiata e riprendere finalmente il cammino.

La strada appariva chiaramente abbandonata da tempo. L'asfalto era invaso dall'erba alta e dalle pietre, mentre il sole rendeva ogni salita ancora più faticosa. Ma il momento più difficile doveva ancora arrivare.

Dopo una curva, una muta di cani pastore è sbucata improvvisamente correndo incontro tra abbai e ringhi. Un incontro che ha fatto salire l'adrenalina. L'unica scelta possibile è stata arretrare con calma e attendere il passaggio del gregge. Solo quando gli animali si sono tranquillizzati è stato possibile riprendere il percorso, ancora con il battito accelerato.

Ogni difficoltà, però, è stata ampiamente ricompensata dall'arrivo a Tiriolo.

Il borgo appare all'improvviso, arroccato sulla cima di una collina e circondato dal verde dei boschi. Dal suo celebre belvedere si gode uno dei panorami più straordinari della Calabria: nelle giornate limpide lo sguardo riesce ad abbracciare contemporaneamente il mar Ionio e il mar Tirreno, un privilegio riservato a pochi luoghi.

A rendere ancora più affascinante questo paese contribuisce anche la tradizione che racconta come proprio da Tiriolo Ulisse abbia intrapreso l'ultimo tratto del suo viaggio verso Itaca. Che si tratti di leggenda o di storia, cambia poco. Ciò che resta impresso è la bellezza autentica di questo borgo e la sensazione che ogni fatica affrontata lungo il percorso sia stata ampiamente ripagata.

La tappa da Catanzaro a Tiriolo rappresenta perfettamente lo spirito del Cammino Basiliano: imprevedibile, impegnativo e capace di regalare emozioni che restano nella memoria molto più a lungo della stanchezza.