7 giugno 2026
Sono diverse le strade che portano al Rifugio Antonio Curò nel cuore delle Orobie Bergamasche. Quella che propongo è meno nota di quella che sale da Valbondione ma molto più varia e wild.
Si può lasciare l’auto nell’ampio parcheggio del cimitero di Lizzola. Da lì, per prendere l’imbocco del sentiero, si attraversa via Onorevole T. Pacati, si raggiunge la chiesa e la si aggira sulla desta. Un segnavia del CAI indica il l’inizio del Sentiero 306 e la destinazione “Rifugio Curò” a 2 ore e 45 minuti. Siamo a quota di 1250m ca.
Si inizia attraversando un prato fino al fitto bosco nel quale ci si addentra continuando a salire. Usciti dagli alberi, dopo aver superato la quota di 1500m, si prosegue lungo un sentiero a mezzacosta in mezzo ai ripidi prati. Dall’altra parte si vede il Rifugio Coca, le Cascate del Serio e, in alto, l’Ostello Curò, verso il quale si è diretti.
Si incontra il sentiero 304 e si prosegue in quota. Senza troppa fatica ma prestando attenzione in alcuni punti, si raggiunge il sentiero 305 che sale da Valbondione con i suoi tornanti. Il cammino prosegue in un tratto panoramico scavato nella roccia, da cui si abbraccia con lo sguardo tutta la valle sottostante.
Si arriva all’Ostello Curò (1985m), l’ostello più alto d’Europa, riconoscibile per il moderno design. Si prosegue ancora e si raggiunge il Rifugio Antonio Curò (1900m) situato nella Conca del Lago Barbellino, il più grande lago artificiale delle Orobie Bergamasche.
Poco più avanti si trova una Cappellina votiva dedicata ai caduti della montagna e la “spada nella roccia”, da qualche anno attrazione turistica originale.