• Viaggi intorno al mondo di Luca Buffoni
Consigli

Storia del bastone di un pellegrino

Utilizzare i bastoncini da trekking o un bel bastone di legno (detto anche bordone) è importante per il proprio cammino. A volte serve per difendersi dai cani; a volte per aiutarsi mentre si guada un fiume; a volte semplicemente per scaricare il peso o per tenere in movimento braccia e spalle, altrimenti costrette a rimanere immobili per troppo tempo.

Già di per sé il bastone, per un pellegrino, ha un significato simbolico molto profondo e molto antico. Fin dal Codex Callixtinus (XII secolo) esso è difesa, sostegno, identità. Ancora oggi nel rito di benedizione del pellegrino, proposto della “Confraternita di san Jacopo” a chi riceve la Credenziale per il cammino, viene recitata questa preghiera:

Accipe hunc baculum sustentacionem itineris ac laboris ad viam peregrinationis tuae ut devincere valeas omnes catervas inimici et pervenire securus ad limina sancti Iacobi et peracto cursu tuo ad nos revertaris cum gaudio, ipso annuente qui vivit et regnat Deus in omnia saecula saeculorum.

Ricevi questo bastone, per sostegno del viaggio e della fatica sulla strada del tuo pellegrinaggio affinché ti serva a battere chiunque ti vorrà far del male e ti faccia arrivare tranquillo alla porta di san Giacomo e, compiuto il tuo viaggio, tornerai da noi con grande gioia, con la protezione di Dio che vive e regna per tutti i secoli dei secoli.

Ogni bastone racconta una storia: la storia di tutti i passi compiuti, di tutti i luoghi attraversati ma anche la storia delle persone che l’hanno costruito o utilizzato.

La storia del mio bordone inizia nel 2013 quando, con l’amico Manuel, decisi di percorrere qualche tappa del cammino di sant’Agostino in preparazione al pellegrinaggio verso Santiago che avrei compiuto quell’estate. Voleva che portassi in Spagna un bastone fatto da lui, segno della sua amicizia che mi avrebbe accompagnato e sostenuto. Ma come fare senza doverlo imbarcare sull’aereo come attrezzatura sportiva? Così Manuel costruì un bordone smontabile, diviso in due, con una semplice vite per collegare le parti.

Al mio ritorno da Santiago mi accorsi che il Cammino era stato una prova non indifferente per il mio bastone: la giuntura in ferro era diventata debole, la parte a contatto con il suolo era consumata e il legno cominciava ad aprirsi. Bisognava correre ai ripari. Mio papà ha preso in consegna il bordone e, tentativo dopo tentativo, lo ha rinforzato. Ha messo un anello d’acciaio in basso, un tappino di plastica per evitare il consumo eccessivo del legno ed ha rifatto completamente la giuntura, prima in un modo, poi in un altro più resistente, fino alla conformazione attuale. Quanto studio e quanto lavoro! Ora le due parti sono collegate da due tubi d’acciaio inossidabile che si avvitano: un grande lavoro di artigianato che ha reso ancora più prezioso il mio bordone.

Ricordo con orgoglio quando l’estate scorsa, passando per i suq arabi di Israele e Palestina, i commercianti e gli artigiani studiavano ammirati quel bastone di nocciolo di un metro e mezzo che, ormai da 8 anni, mi accompagna dovunque.

 

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