• Viaggi intorno al mondo di Luca Buffoni
Diari

Mizra – Jenin

18 luglio

Alle 7.15, già carichi dei nostri zaini, siamo andati alla dining room del kibbutz per la colazione. C’era ogni ben di Dio!

Ci siamo incamminati lungo l’autostrada, dritti verso sud. I primi 10 km sono passati veloci. Grazie alle nuvole che ogni tanto coprivano il sole e alla leggera brezza che ci accompagnava, sono stati i 10 km più tranquilli di questi tre giorni di cammino. Abbiamo attraversato la città di Afula.

Lungo il cammino, avvicinandoci alla Samaria, abbiamo pregato il vangelo che racconta di Gesù che, dopo aver preso la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme, manda i discepoli a preparare il suo ingresso nei villaggi dei samaritani. Ci siamo immedesimati nei discepoli che vanno e nei discepoli che tornano sconsolati, invocando il fuoco dal cielo perché non sono stati accolti. Il secco rimprovero di Gesù a Giacomo e a Giovanni ci ha fatto riflettere sulle nostre reazioni quando in questi giorni non siamo accolti come vorremmo.

Dopo il villaggio arabo di Muqeibila siamo arrivati al ceck-point per entrare nei Territori Palestinesi. Appena ci siamo avvicinati a piedi, ci sono venuti incontro armati per capire le nostre intenzioni. Siamo passati tranquillamente, dopo aver mostrato i passaporti.

Gli ultimi 5 km per raggiungere il centro di Jenin sono stati strani: eravamo in un altro mondo rispetto a quello dei territori israeliani. La strada era coperta di spazzatura; sul ciglio venditori di qualsiasi cosa, dalla verdura al corredo per i matrimoni. Tutti quelli che incontravamo ci salutavano e ci davano il benvenuto a Jenin. Quando capivano che eravamo italiani iniziavano il repertorio pizza-mozzarella-juventus-maradona. Eravamo eccitati e curiosi nel vedere la disordinata accoglienza dei palestinesi ma anche stanchi e accaldati dopo ore di cammino sotto il sole. E la meta non arrivava più

Il centro di Jenin è così caotico che non riuscivamo a capire dove andare. Chiedevamo dove fosse l’ostello e le risposte erano completamente sconclusionate. Alla fine abbiamo capito il perché: il Cinema Guesthouse non c’é più, é stato demolito insieme al Cinema. Niente panico! Abbiamo chiamato il numero sulla guida Lonely Planet e ci siamo fatti venire a prendere. Ci siamo lasciati guidare verso il centro, attraverso il mercato, fin dietro la grande moschea. Saliti le scale ci hanno mostrato le sporche ed essenziali stanze. Le indicazioni: “scegliete la stanza che volete e stanotte chiudete a chiave perché vengono su i ragazzi e dormono nei letti liberi.” La doccia è solo un tubo nel muro. Subito Manuel è sceso in strada a comprare detersivo, spugne, stracci e uno scopettone per il WC.

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