• Viaggi intorno al mondo di Luca Buffoni
Diari

Hraunhafnartangi – Melrakkaslétta

2 luglio

Ho dormito proprio ai piedi del faro Hraunhafnartangi. Il tempo era bello, cosí ho atteso le 00.00 per vedere il famoso sole di Mezzanotte: uno spettacolo indescrivibile!

Durante la notte il silenzio era interrotto solo dal grido degli uccelli e dal rumore del vento contro la tenda.

Alle 8.00 ho iniziato a camminare. Facevo fatica a portare lo zaino: troppo pesante. Ogni 2/3 km mi fermavo per riprendere fiato. Il paesaggio era sempre lo stesso: il mar di Groenlandia a sinistra e l’immensa pianura Melrakkaslétta sulla destra. Compagni di viaggio gli uccelli, che continuavano a volare sopra la mia testa e qualche pecora che scappava al mio passaggio.
Ogni tanto una casa mi aiutava a ritrovare il senso delle distanze. Lo sterrato è diventato strada asfaltata e sono entrato nel piccolo villaggio di Raufarhöfn, annunciato in lontananza  dall’Arctic Henge e dal caratteristico faro arancione.

Alle 11.30, con 12 km nelle gambe, mi sono fermato in un ristorante. Ero l’unico cliente e l’unico piatto era una bella zuppa bollente, servita con pane. Immancabile il caffè. Ho preso tempo per riposarmi e guardare le mappe. Poco più avanti sarebbe arrivato il momento di lasciare la strada e di addentrarmi nella Melrakkaslétta, seguendo un antico sentiero di 33 km. 

Come previsto, alla fattoria Vogur ho svoltato a destra, ho aperto un cancello, e ho iniziato a percorrere la strada ben segnata. Man mano che procedevo il sentiero diventava sempre più stretto fino a perdersi nella tundra. Probabilmente avevo imboccato la traccia  sbagliata, dovevo andare più a sud, fino al ponte che attraversa il fiume. Ho puntato il GPS verso Sud e via, di nuovo in marcia. Che fatica camminare senza un sentiero: erba alta, buchi, arbusti, paludi… piano piano, ma stanco morto, sono arrivato al ponte. E insieme al ponte c’era anche una strada 4×4, ben visibile. Non mi sono perso d’animo e ho ricominciato ad entrare più in profondità nella Pianura. Ma anche quest’ultimo sentiero, passando a sinistra di un rudere di una fattoria (ma non doveva essere sulla destra?!?), spariva.
L’unica soluzione era andare avanti con il GPS, puntando la fattoria di arrivo, sulla strada asfaltata dall’altra parte della penisola…. ma per ora era meglio fermarsi. Intanto il cielo si andava annuvolando.

Ho trovato uno spiazzo in mezzo al niente e ho piantato la tenda.
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