• Viaggi intorno al mondo di Luca Buffoni
Diari, Laugavegur

L’attesa (in)finita

18 luglio

Questa mattina alle 7.30 abbiamo preso il pullman per ritornare all’aeroprto di Keflavik alla ricerca dei nostri bagagli. Nessuno ci aveva fatto sapere nulla.
Dalle 8.20 abbiamo iniziato a girare per l’aeroporto chiedendo informazioni. Al banco “bagagli smarriti” c’era il riferimento ad una mail e a un numero di telefono per contattare direttamente l’incaricato… nessuna risposta. Assistenza aeroportuale, sicurezza, polizia, ufficio oggetti smarriti, ceck-in della SAS… era impossibile contattare qualcuno.
Ci siamo arresi: siamo andati all’Icelandair a informarci su un volo per Milano… il primo è previsto per domani. Abbiamo deciso di attendere qualche ora prima dell’acquisto.
Mentre passiamo per l’ennesima volta davanti all’unico bar dell’aeroporto leggo sulla pettorina di alcune ragazze “Ace Handling”, la nostra. Subito chiedo e mi faccio dare il numero di cellulare dell’operatore in servizio, lo chiamo, risponde, mi dice che arriva subito. Altra ora di attesa.
Decidiamo di chiedere di poter entrare oltre la dogana per vedere con i nostri occhi se i bagagli fossero arrivati. “Adesso ci arrestano!”, pensavo. Invece mi fanno passare.
Ed eccoli! Sul nastro trasportatore dell’aereo appena atterrato da Oslo i nostri sacchi con gli zaini!
Finalmente possiamo partire! Pullman per Reykjavik (45 minuti) e poi per Landmannalaugar (3 ore).
ore 12.30
Il pullman che ci stava portando a Reykjavik si è rotto. Riusciremo a farcela?
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