• Viaggi intorno al mondo di Luca Buffoni
Diari, Kungsleden 2014: Abisko-Hemavan

Adolfsstrom – Sjnulttjie

15 agosto

Questa notte non sono riuscito a dormire, mi faceva male tutto: anche, spalle, piedi, ginocchia… Pensavo che la giornata di riposo a Jäkkvik fosse servita a qualcosa…
Questa mattina sono partito alle 8:30 per fare 23 km. Il sentiero intorno al lago Iraft era molto ben segnato, in mezzo alla foresta di betulle e di abeti.
Non sapevo come vestirmi: se rimanevo in maglietta il vento era troppo freddo; se mettevo la felpa il sole scaldava troppo; appena mettevo il k-way perchè iniziava a piovere, usciva ancora il sole…
Arrivato dall’altra parte del lago (8 km), ho superato un insediamento Sami e il ponte sul fiume Kattuggleselet, dove c’erano alcuni pescatori. Il sentiero era poco battuto, infatti il tracciato si perdeva nell’erba alta. Attraversato un secondo ponte è iniziata la salita. Il percorso si intrecciava continuamenete con la pista per motoslitte e lo sterrato per Quad. Ho faticato parecchio per stare sulla strada giusta.
Pian piano la foresta di betulle si è diradata. Era bellisssimo! Intorno era tutto verde, di tonalità diverse, e gli esili tronchi della betulle sembravano righe bianche, più o meno contorte, che terminavano nel verde delle fronde, prima di incontrare il cielo azzurro intenso e le nubi bianche o scure. Era veramente uno spettacolo!
Quando ho raggiunto lo spazio aperto sopra gli alberi i colori erano ancora più meravigliosi. È qui che, oltre alle renne, ho visto le aquile.
Quando sono ridisceso nella foresta ero stanco morto: mi aspettavo la pioggia da un momento all’altro (vedevo che davanti, dietro e di fianco pioveva già) e, oltre ai soliti dolori, se ne era aggiunto uno sospetto alla gamba sinistra. Dovevo al più presto trovare il ponte, un lago piccolo sulla sinistra, poi un lago più grande e infine il luogo del rifugio Sjnulttjie. Sapevo che il rifugio era bruciato nel 2005 ma almeno un luogo in piano in cui piantare la tenda doveva essere rimasto.
Non aveva ancora iniziato a piovere e un cartello segnava  0,5 km al Sjnulttjie. Quasi di corsa, senza far caso alle renne che scappavano al mio passaggio, ho superato una collina e… sorpresa! Il rifugio era stato ricorstruito! Mi sono fiondato dentro che già scendeva qualche goccia ma ormai ero al coperto.
Il rifugio è essenziale: una stanza quadrata con un tavolo, tre panche disposte a ferro di cavallo attacate alle pareti e una stufa. Passeró la notte qui. Intanto fuori diluvia. Non posso nemmeno raggiungere il lago per prendere l’acqua perchè intorno è tutta palude. 
Da Jäkkvik non ho ancora trovato nessun escursionista che sta percorrendo il Kungsleden.
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