• Viaggi intorno al mondo di Luca Buffoni
Diari, Santiago 2013: Cammino Francese

O Pedrouzo – Santiago de Compostela

13 agosto

Sveglia alle 5.00, colazione veloce e partenza, insieme ai reggiani. Le torce illuminavano il bosco di euclipto. Sembrava camminare lungo la navata centrale di una cattedrale, con i tronchi bianchi come colonne. Bellissimo!
Sono partito carico di entusiasmo pensando di arrivare in fretta ma 20 chilometri sono sempre 20 chilometri. E la fatica, al buio, si sentiva maggiormente. Il cielo era coperto, c’era vento ma non faceva freddo.
Quando mancavano 12 chilometri sono finiti anche i cippi che indicavano la distanza da Santiago.
Siamo arrivati al monte de Gozo alle 9.30. Mancava poco, non ci credevo! Con lo sguardo ho cercato inutilmente nella cittá, che si vedeva dall’alto, la sagoma della cattedrale.
“Noi ti lodiamo, Dio
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.”
Con il sorriso sulle labbra è iniziata l’ultima parte della tappa. L’entusuasmo era palpabile. Foto di rito al cartello che segnava l’inizio di Santiago… e ancora avanti. Finalmente le guglie della cattedrale! Ho percorso gli ultimi metri quasi di corsa e mi sono sdraiato, stanco e soddisfatto, in Plaza do Obradorio. Erano le 11.00 ed ero arrivato!
Ho passato l’ora seguente in fila per ritirare la Compostela, da solo, continuado a guardare e riguardare la credenziale piena di timbri, a sorridere, a salutare gli altri pellegrini…
Non ho fatto in tempo ad andare alla messa del pellegrino. Peccato. Non sono riuscito nemmeno a compiere il gesto dell’abbraccio dell’Apostolo: troppa gente. Sono peró sceso davanti all’urna di Santiago per alcuni istanti intensi.
Alle 16.00 ho incontrato don Walter, Marco, Mario e Antonio. Ci siamo raccontati i rispettivi cammini… troppo difficile esprimere a parole quello che abbiamo vissuto! Insieme siamo andati a Bertamitras, a casa di Antonio, a 7 chilometri da Santiago, dove già erano alloggiati don Walter e gli altri. Anche io sono stato ospitato per la serata e la notte. Un’amicizia, nata sul cammino inglese pochi giorni fa, è diventata l’occasione inaspettata e familiare per trovarci tutti quanti sotto lo stesso tetto. Il cammino è anche questo: restare ammirati da una famiglia che apre la propria casa a uno sconosciuto, come ero io.
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