Quasi 34 chilometri sotto il sole della Calabria, attraversando Settingiano, Martelletto, San Floro e Borgia fino all'arrivo nel borgo di Squillace, dove la vera sfida è stata resistere alla fatica

C'erano oltre trentatré chilometri da percorrere e, fin dalla partenza, la consapevolezza che questa sarebbe stata la tappa più lunga del Cammino Basiliano. Dopo gli imprevisti vissuti nei giorni precedenti, il pensiero era inevitabile: quale sarebbe stata la difficoltà di oggi?

Per affrontare la giornata nel migliore dei modi, nello zaino trovano posto oltre tre litri e mezzo d’acqua. Una scelta che si rivelerà fondamentale.

Lasciato il borgo di Tiriolo, il percorso scende lungo la strada fino a raggiungere una maestosa quercia secolare, perfetta per una breve sosta all’ombra. Da lì il cammino prosegue verso Settingiano e Martelletto, attraversando un territorio che alterna tratti asfaltati e ampie distese di uliveti, uno dei paesaggi più caratteristici della Calabria.

Ai piedi della collina di San Floro inizia una salita impegnativa che conduce nel paese conosciuto per la produzione della seta e dei fichi. Sono le 11.30 e il contachilometri segna già venti chilometri percorsi. Una pausa al bar diventa quasi obbligatoria prima di affrontare la parte più difficile della giornata.

Con il passare delle ore il caldo diventa soffocante. Le temperature elevate mettono a dura prova il fisico mentre restano ancora oltre dieci chilometri da percorrere, proprio nelle ore centrali del giorno.

Il cammino riprende scendendo nuovamente a valle e risalendo verso Borgia. Ancora una collina da conquistare, ancora un paese arroccato in alto. Seguendo il tracciato dell’Appennino Bike Tour, il percorso attraversa interminabili uliveti fino a quando, all’orizzonte, compare finalmente Squillace. Anche questa, naturalmente, domina il paesaggio dall’alto della sua collina.

Gli ultimi chilometri sono una vera prova di resistenza. Le energie diminuiscono, l’acqua nello zaino si riduce e il sole continua a rendere ogni passo più pesante. La salita finale sembra non finire mai.

Alle 14.30 l’ingresso a Squillace segna la conclusione di una delle giornate più impegnative dell’intero viaggio. Il primo pensiero è trovare un bar per bere qualcosa di fresco, ma sono tutti chiusi.

Dopo 33,9 chilometri arriva finalmente il meritato riposo nel vecchio seminario di Squillace, dove il parroco aveva gentilmente offerto ospitalità. È il momento di lasciarsi cadere sul letto e recuperare le forze.

Questa tappa non sarà ricordata soltanto per i panorami o per gli scorci della Calabria, ma soprattutto per la fatica autentica. È la giornata in cui il Cammino Basiliano insegna che ogni passo conquistato sotto il sole ha un valore speciale e che la soddisfazione dell’arrivo ripaga ogni sacrificio.