37 chilometri tra antiche abbazie, canali, paesaggi da cartolina e un tramonto sul lago Boren

La seconda giornata del cammino inizia senza fretta. Dopo la prima tappa, questa mattina ho deciso di prendermela comoda e sono uscito dall’hotel alle 8.30.

Fin dai primi passi ho ritrovato i segni del St. Birgitta Ways, che indicavano chiaramente la direzione da seguire. Ho lasciato la città seguendo il Kinda kanal, dirigendomi verso Borg.

Il cielo era sereno, il sole scaldava piacevolmente e il percorso era completamente pianeggiante. La strada, inoltre, era ben segnalata e si sviluppava interamente su percorsi ciclopedonali. Una di quelle mattine in cui viene spontaneo pensare: cosa desiderare di più?

Alle 11.30 sono arrivato all’antica Abbazia di Vreta, nella periferia di Borg. È stato il momento più spirituale della giornata. Dopo aver visitato questo luogo ricco di storia e suggestioni, ho ripreso il cammino.

Poco più avanti mi sono fermato per una pausa: un caffè e una fetta di torta. Una piccola ricompensa prima di affrontare il resto della tappa.

Guardando i cartelli, però, ho avuto una sorpresa: 21 chilometri ancora da percorrere prima di Borensberg, la mia meta. Erano già le 12.30 e mancava davvero parecchio all'arrivo.

Ho deciso di non preoccuparmi. Non aveva senso pensare alla distanza ancora da percorrere. Dovevo semplicemente continuare a camminare, un passo dopo l'altro.

Ed è così che il percorso mi ha portato lungo il Göta kanal.

Magnifico.

Il canale sembrava uscito da un quadro. Il cielo, le nuvole e gli alberi si riflettevano perfettamente nell’acqua, creando un paesaggio quasi irreale. Camminare in un luogo così bello rendeva più facile dimenticare i chilometri che ancora mancavano.

Lungo il percorso ho incontrato ciclisti, turisti e persone che si godevano tranquillamente la giornata. E non sono mancate nemmeno presenze decisamente più tranquille: le pecore, che pascolavano indisturbate nei prati accanto al canale.

Poi, però, la stanchezza ha iniziato a farsi sentire.

Alle 15.30 il contachilometri segnava già 30 chilometri dall'inizio della tappa. Cominciavo a essere stanco. Faceva caldo e avevo finito l'acqua già da un po'. E davanti a me c'erano ancora sei o sette chilometri prima di arrivare.

È stato uno di quei momenti in cui il corpo comincia a chiederti di fermarti.
Ho continuato a camminare.

Passo dopo passo, finalmente, alle 16.45 sono entrato nel campeggio dove avevo prenotato. Ho montato la tenda e mi sono lasciato cadere esausto.

Mi sono addormentato quasi subito.

Trentasette chilometri in una giornata sono tanti. Anche per me.

Quando mi sono svegliato, ho fatto una doccia, ho sistemato le mie cose e sono uscito nuovamente dal campeggio. Poco distante c'era la riva del lago Boren.

Ho raggiunto un piccolo molo di legno e mi sono seduto.

Da solo.

In silenzio.

Davanti a me il sole stava tramontando lentamente. L'acqua del lago cambiava colore minuto dopo minuto e il cielo si rifletteva sulla superficie immobile.

Sono rimasto lì a contemplare quel paesaggio senza pensare a nulla.

In quel momento tutta la fatica della giornata sembrava avere trovato il suo senso.

I 37 chilometri, il caldo, la sete, la stanchezza, la voglia di arrivare: tutto sembrava lontano.

Restava soltanto il silenzio del lago, il cielo del Nord e la sensazione di essere esattamente dove dovevo essere.