Da Vadstena a casa, sulle orme di Santa Brigida, con la meta raggiunta e una nuova strada ancora da scoprire

Il giorno del rientro

Oggi è il giorno del rientro.
Alle 5.30 ho lasciato l’alloggio e ho iniziato il viaggio verso casa: un bus per Skänninge, un treno per Norrköping, un altro treno per Stoccolma, la navetta per l’aeroporto e, infine, l’aereo per Milano.
Mentre mi allontano dai luoghi che mi hanno visto pellegrino in questi giorni, mi fermo a pensare a che cosa sia stato, per me, questo cammino in Svezia.

Sono partito per iniziare a vivere quel “Tempo in disparte” proposto dalla diocesi di Milano ai preti che cambiano destinazione: un tempo per uscire dalla frenesia degli impegni pastorali e del trasloco, un tempo di silenzio e di preghiera per disporsi a lasciare una realtà e a entrare in una nuova.
E così, camminando, ho cercato semplicemente di dispormi a ricominciare.

Santa Brigida, compagna di viaggio

Nella chiesa abbaziale di Vadstena sono stato particolarmente colpito dall’icona di Santa Brigida raffigurata con gli abiti da pellegrina: il cappello con la conchiglia, il bordone, la bisaccia e il mantello da viaggio.

È così che l’ho sentita vicina in questi giorni: una compagna di viaggio lungo le strade verso Vadstena, ma anche una compagna di cammino per la nuova tappa della mia vita da prete.

Una presenza discreta, capace di ricordarmi che ogni viaggio non è soltanto uno spostamento verso un luogo, ma può diventare anche un percorso interiore.

Ed è così che desidero continui ad accompagnarmi.

Il ritorno a casa

In questi giorni ho ripercorso un tratto della strada del ritorno di Santa Brigida verso casa, nella sua Svezia.

Quando le sue reliquie arrivarono a Vadstena, il monastero che Brigida aveva desiderato non era ancora compiuto. Il suo ritorno, però, diede forza a quel progetto. La sua presenza contribuì a far nascere qualcosa che ancora non esisteva pienamente.

Anche per me oggi il ritorno a casa significa iniziare qualcosa di nuovo, senza sapere esattamente come sarà ciò che mi aspetta.

Mi è chiesto di fidarmi.

Di partire.

Di non avere paura.

Brigida è tornata a casa per dare inizio a qualcosa che ancora doveva nascere; io torno a casa per entrare in una realtà che ancora non conosco.

Forse è proprio questo uno dei doni più preziosi di un pellegrinaggio: imparare che non sempre è necessario conoscere in anticipo ogni passo della strada. A volte è sufficiente affidarsi e continuare a camminare.

La meta e la direzione

A Vadstena ho raggiunto la meta. Mi sono fermato a pregare davanti alle reliquie di Santa Brigida e ho ricevuto il Testimonium che attesta il compimento del pellegrinaggio.

Ma arrivare alla meta non significa aver concluso il cammino.

Santa Brigida indica ancora, a chi vuole ascoltare, una direzione: quella della fedeltà al Vangelo, quella della santità.

La vita non si esaurisce nelle singole tappe e nelle singole esperienze. Ogni meta raggiunta può diventare l’inizio di un nuovo tratto di strada. E ogni passo, anche quello apparentemente più semplice, può contribuire a orientarci verso una meta più grande.

Tornando a casa non so quale strada mi aspetta.

Non conosco ancora volti, situazioni, difficoltà e gioie che incontrerò nella nuova realtà.
Ma so in quale direzione voglio continuare a camminare.

Con la fiducia di chi sa di non essere solo. Con il desiderio di rimanere fedele al Vangelo. Con Santa Brigida ancora compagna di viaggio.

Il pellegrinaggio in Svezia finisce qui.

Il cammino, invece, continua.