Dalla storica Abbazia Florense ai sentieri del Parco Nazionale della Sila: una giornata tra natura incontaminata, silenzi profondi e imprevisti indimenticabili

Alle 7.30 del mattino è iniziata ufficialmente la mia avventura nel cuore della Calabria. Dopo aver lasciato l’appartamento che mi ha ospitato a San Giovanni in Fiore, ho iniziato il cammino attraversando i caratteristici vicoli del centro storico, circondato da antiche case in pietra, fino a raggiungere la maestosa Abbazia Florense, simbolo della città e preziosa testimonianza della sua storia.

Lasciato il centro abitato, ho imboccato la Strada Provinciale 210, iniziando una lunga discesa verso valle prima della graduale risalita tra i boschi del Parco Nazionale della Sila. Il paesaggio è cambiato rapidamente: il traffico e i rumori hanno lasciato spazio al silenzio della montagna, accompagnato soltanto dal vento tra gli alberi e dal canto degli uccelli.

Raggiunti i 1.200 metri di altitudine, ho abbandonato l’asfalto per inoltrarmi lungo ampi sentieri forestali. Qui la natura diventa protagonista assoluta. I giganteschi pini silani, la vegetazione fitta e il profumo del bosco creano un’atmosfera difficile da descrivere a parole. Camminare completamente solo in questo ambiente trasmette una sensazione di pace profonda e di autentica libertà.

Proprio durante questa parte del percorso ho vissuto uno degli episodi più intensi della giornata.

Mi ero fermato qualche minuto per riposare, seduto a terra con la schiena appoggiata allo zaino. All’improvviso ho sentito dei passi alle mie spalle. Voltandomi, ho visto a pochi metri da me un enorme toro nero che mi osservava immobile.

Con calma mi sono alzato in piedi, evitando qualsiasi movimento improvviso. L’animale, però, ha iniziato a raspare il terreno con gli zoccoli, senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi.

Per alcuni interminabili istanti ho immaginato gli scenari peggiori. Sono rimasto immobile, cercando di mantenere la calma.

Poi, quasi all’improvviso, il toro ha abbassato la testa, si è voltato e si è allontanato lentamente nel bosco, liberando il sentiero.

Solo più tardi ho scoperto che apparteneva alla razza podolica, una razza bovina allevata allo stato brado che pascola liberamente tra i boschi della Sila. Un incontro emozionante, capace di ricordarmi quanto la natura sia tanto affascinante quanto imprevedibile.

Ripreso il cammino, ho continuato ad attraversare saliscendi immersi nella foresta fino a raggiungere la diga del Lago Ampollino. Le acque del lago, circondate dagli alberi, hanno offerto uno scenario di grande bellezza, rendendo ancora più speciale questa prima giornata di viaggio.

Dopo aver percorso ancora alcuni chilometri tra gli alberi, il bosco ha lasciato lentamente spazio alle prime abitazioni isolate e successivamente alle case del villaggio Ardorino.

Gli ultimi passi mi hanno condotto sulla Strada Provinciale, dove si trovava l’albergo prenotato per la notte. La stanchezza si faceva sentire, ma era accompagnata dalla soddisfazione di aver concluso la prima tappa di un cammino ricco di emozioni, incontri e paesaggi straordinari.

Il primo giorno si chiude così: con la consapevolezza che la Sila sa sorprendere ad ogni curva del sentiero e che il viaggio è appena iniziato.