Dai sentieri immersi nel bosco fino al Monte Gariglione, il cammino attraversa la storia e la natura della Sila, con una notte in solitudine al rifugio più alto della Sila Piccola
Anche la tappa di oggi si è svolta interamente tra gli straordinari boschi della Sila, un ambiente capace di trasmettere pace e, allo stesso tempo, mettere alla prova chi lo attraversa.
Dopo aver imparato, nella giornata precedente, a orientarmi lungo i sentieri del Parco Nazionale della Sila, oggi ho potuto camminare con maggiore tranquillità, lasciandomi accompagnare dai rumori del bosco, dalla luce che filtrava tra gli alberi e dal profumo della natura incontaminata.
Il percorso è iniziato su ampie strade forestali per poi trasformarsi in sentieri sempre più stretti e poco evidenti. In un tratto ho perfino perso la traccia e mi sono dovuto arrampicare nel fitto sottobosco per ritrovare il cammino corretto, un piccolo imprevisto che ha reso ancora più autentica l'esperienza.
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato raggiungere la Chiesiola Diruta, ciò che resta di un antico monastero basiliano. Questi ruderi raccontano la presenza dei monaci che, tra l'VIII e l'XI secolo, scelsero le montagne della Sila come luogo di preghiera, silenzio e ricerca di Dio. Fermarsi qui significa percepire come fede e natura abbiano convissuto per secoli in questi luoghi così isolati.
Dopo circa venti chilometri di cammino nel bosco è arrivata la sfida più impegnativa: la salita verso il Monte Gariglione, con i suoi 1.765 metri, la cima più alta della Sila Piccola. La stanchezza iniziava a farsi sentire, il caldo rendeva ogni passo più pesante e il sentiero saliva deciso, senza concedere tregua.
Alle 14.30 ho finalmente raggiunto il rifugio situato a 1.611 metri di altitudine. Sarà qui che trascorrerò la notte, completamente solo.
Intorno a me si estendono prati, boschi e montagne. In lontananza si sentono soltanto i campanacci delle mucche al pascolo, un suono che accompagna il silenzio di questo luogo straordinario.
Dopo un'intera giornata vissuta in solitudine, immerso nella natura e sulle tracce dei monaci basiliani, difficilmente avrei potuto immaginare un luogo migliore dove fermarmi. La Sila continua a sorprendere, regalando non solo panorami spettacolari, ma anche momenti di autentica contemplazione e profonda pace interiore.